Sospesi (per ora…) i rimpatri coatti in Nigeria

Un provvidenziale vulcano islandese, bloccando con le polveri della sua eruzione i voli aerei, ha bloccato le espulsioni.
Ma il governo nigeriano, complice delle deportazioni, ha invece bisogno del morto e non per bloccare ma per sospendere momentaneamente i rimpatri, come si può leggere in questo articolo preso da un giornale del Camerun di qualche giorno fa.
 
Nigeria: le autorità locali non accettano più i rimpatri forzati dei richiedenti asilo 
Dopo la morte di un richiedente asilo in via d’espulsione il mese scorso a Kloten, in Svizzera, la Nigeria ha deciso di non accogliere i propri profughi se non quelli che accettano volontariamente il rimpatrio. L’informazione è stata diffusa oggi da radio Voice of Nigeria (VON) e poi ripresa da vari media nazionali ed occidentali. Secondo questa fonte, la Repubblica federale della Nigeria, reputa che “Una volta che la domanda d’asilo dei propi cittadini viene rigettata, la loro sicurezza non è più garantita al momento del rimpatrio”.
Secondo Lagos, i richiedenti nigeriani, al momento della richiesta d’asilo all’estero, devono dichiarare per iscritto che saranno volontari al rimpatrio, affinchè il loro paese li riaccetti.
Secondo le ultime informazioni ricevute oggi dalla redazione di Camer.be, l’Ufficio federale di migrazione (ODM) ha sospeso i voli di rimpatrio verso Lagos. Le espulsioni non riprenderanno fino a quando non sarà chiara la causa del decesso del nigeriano morto il 17 marzo.
Per contro, l’Osservatorio svizzero del diritto d’asilo e degli stranieri, Solidarité sans frontières, Société pour les peuples menacés, Nigerian Diaspora Organisation, e tutte le organizzazioni svizzere dei diritti, chiamano ad una manifestazione di lutto sabato 17 aprile 2010 dalle 18.00 alle 19.00 alla Heiliggeistkirche di Berna, in Svizzera, in memoria del nigeriano Joseph Ndukaku Chiakwa, deceduto il 17 marzo scorso in svizzera, al momento del rimpatrio forzato dal territorio elvetico. 
Secondo le organizzazioni citate, nel loro comunicato pervenuto alla nostra redazione, “La manifestazione bernese invita sia al lutto che alla protesta politica contro la violenza crescente che si manifesta nelle pocedure concernenti l’asilo. Joseph Ndukaku Chiakwa, richiedente d’asilo di 29 anni, è morto il 17 marzo scorso in un hangar dell’aereoporto di Kloten, mani e piedi legati, la testa interamente bendata da una rete da apicoltore. Era scappato dalla sua terra, la Nigeria, e aveva sollecitato la protezione alla Svizzera, che ha rifiutato la sua domanda d’asilo. Rifiutava di essere rimpatriato con la forza là dove non avrebbe potuto vivere. La morte di Joseph Ndukaku Chiakwa è stata preceduta, il primo maggio 2001 alle due del mattino, dal decesso di Samson Chukwu. Questo ragazzo di 27 anni, anche lui nigeriano, è morto nella sua cella d’espulsione nel canton Vallese, dopo che due poliziotti l’avevano legato per traspostarlo e procedere al suo rimpatrio forzato. Il 3 marzo 1999 moriva soffocato, dopo atroci sofferenze, durante il secondo tentativo di rimpatrio forzato, il palestinese Khaled Abuzarifa, 27 anni, mani e piedi legati, la bocca tappata da un nastro adesivo".
Queste organizzazioni reputano, dalla loro, che le misure di rimpatrio forzato dai territori elvetici siano “inumane”. Al momento in cui andiamo in stampa molte organizzazioni degli emigrati camerunensi e alcuni emigrati ghanesi del canton Ginevra, si sono uniti alla causa. Seguiranno aggiornamenti.
 
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