Nessuna complicità con questo sistema, le sue gabbie e le sue guerre!

Mercoledì 29 febbraio si terrà a Bologna l’udienza preliminare del processo alle compagne e ai compagni di Fuoriluogo. Da che è stata rinviata, il 12 dicembre scorso, la repressione e l’ingiustizia sociale – che viaggiano sempre a braccetto – in questo paese si sono fatte ancora più feroci.

Come in ogni guerra, anche in questa guerra interna è la vita stessa ad essere in pericolo.
Di fronte a un compagno, Luca Abbà, che ha rischiato la vita nella lotta contro la nocività del Tav e l’occupazione militare della Valsusa, i lavori del non cantiere non si sono fermati, perché il profitto – disumano per essenza – non si ferma nemmeno di fronte a un corpo che si schianta al suolo.

Contemporaneamente a chilometri di distanza, in una zona degradata di Carrara, veniva trovata morta Olga Komut, una donna ucraina di 31 anni incinta al settimo mese, costretta a vivere in una tenda.
E non sono che due esempi.

Mentre lo Stato uccide, ci scalda il cuore la forza vitale di chi riesce a fuggire alle sue gabbie, come è accaduto nel lager di Trapani.

Condividiamo e rilanciamo l’appuntamento lanciato dalle compagne e dai compagni sotto processo a Bologna, per un presidio solidale fuori dal carcere minorile di Bologna – altro luogo di soprusi e violenze – mercoledì 29 febbraio dalle 18, in via del Pratello 34 (leggi qui l’intero comunicato).

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